Dopo due giorni a Philadelphia, il 23 dicembre prendiamo con calma il treno delle 9.40 diretto a Washington D.C. Ho sempre trovato le stazioni ferroviarie affascinanti, sia dal punto di vista architettonico sia per quell’atmosfera fatta di partenze, arrivi e persone che si incrociano per pochi istanti.
Arriviamo poco prima di pranzo e già uscendo dalla stazione si percepisce immediatamente il carattere della città: ampi viali, edifici monumentali e un’atmosfera decisamente più istituzionale rispetto a Philadelphia.
Con un taxi raggiungiamo il Riggs Hotel, nel quartiere di Penn Quarter. L’hotel occupa lo storico edificio dell’antica Riggs National Bank e conserva ancora molti richiami al suo passato, tra soffitti importanti, marmi e dettagli eleganti. Una scelta che si è rivelata perfetta anche per la posizione.
La prima cosa che cattura la mia attenzione, però, sono gli enormi alberi di Natale disseminati per la città.
Appena lasciati i bagagli usciamo subito perché proprio davanti all’hotel si trova il Downtown Holiday Market. Ne approfittiamo per curiosare tra le bancarelle e acquistare qualche regalo prima della chiusura.

Dal centro iniziamo una lunga passeggiata verso Dupont Circle, uno dei quartieri più eleganti della città.
Ci arriviamo proprio all’ora del tramonto e la luce dorata rende ancora più caldi i colori dei palazzi in stile Beaux-Arts, neoclassico e vittoriano, tipici di questa parte della città.
Entriamo da Spirits & Spice, un negozio specializzato in bourbon, whiskey, oli e aceti aromatizzati. Le confezioni in formato degustazione sono irresistibili e naturalmente finiscono subito nelle nostre valigie.
Riprendiamo il cammino lungo P Street NW verso Georgetown. Mentre il cielo si infiamma di sfumature arancioni e rosse, iniziano ad accendersi le luminarie natalizie.
Georgetown è probabilmente il quartiere che più mi ha colpito. Le sue eleganti case in mattoni rossi, molte risalenti al XVIII e XIX secolo, con piccoli giardini decorati per il Natale, creano un’atmosfera calda e raccolta, molto diversa dall’immagine monumentale che normalmente si associa a Washington.
Passeggiando lungo M Street ci fermiamo anche nella storica Barnes & Noble. Più che una semplice libreria, occupa un magnifico edificio storico con grandi scalinate, soffitti alti e ambienti che invitano a fermarsi a sfogliare libri per ore.
Ci perdiamo tra vicoli, boutique e negozi fino all’ora di cena.
Avevamo prenotato da Kyojin, un ottimo ristorante giapponese che ci ha pienamente soddisfatti. Dopo tutta la camminata del pomeriggio, però, decidiamo di concederci un Uber per tornare in albergo.



La mattina della Vigilia di Natale ce la prendiamo con calma. Facciamo colazione nel caffè dell’hotel, davvero eccellente, e ci prepariamo ad affrontare una giornata piuttosto fredda.
Raggiungiamo il National Mall, il grande asse monumentale che concentra buona parte dei luoghi simbolo degli Stati Uniti.
La prima tappa è il Campidoglio, che però decidiamo di visitare il 26 dicembre. Avevamo immaginato che, essendo una giornata festiva, molti musei e attrazioni sarebbero rimasti chiusi e infatti si è rivelata una scelta azzeccata.
Da qui proseguiamo verso il Giardino Botanico, una piacevole sorpresa soprattutto in inverno, e successivamente entriamo alla National Gallery of Art, uno dei musei più importanti del Paese. Meritano sia le collezioni, che spaziano dal Medioevo all’arte contemporanea, sia l’edificio stesso, elegante e luminoso.
Riprendiamo poi la nostra passeggiata fino al Washington Monument, uno dei simboli della capitale, per poi raggiungere la Casa Bianca.
Lo ammetto: forse avevo aspettative troppo alte, ma mi ha lasciato un po’ delusa. Vederla dal vivo fa certamente effetto, ma me la immaginavo diversa.
Un hot dog mangiato velocemente nel President’s Park ci permette di recuperare le energie prima di proseguire verso il Lincoln Memorial, probabilmente il monumento che più trasmette la grandezza della storia americana.
Da qui continuiamo lungo il percorso dei memoriali: quello dedicato ai veterani della Guerra di Corea, il Martin Luther King Jr. Memorial, il Franklin Delano Roosevelt Memorial e infine il Thomas Jefferson Memorial, affacciato sul Tidal Basin.
Rientriamo passando davanti al Museo Memoriale dell’Olocausto, attraversiamo nuovamente il National Mall e torniamo verso l’albergo passando per CityCenterDC.



Per la Vigilia iniziamo i festeggiamenti con un ottimo aperitivo al Café Riggs. Cocktail preparati alla perfezione, ostriche freschissime e un ambiente elegante.
Per cena avevamo prenotato all’Old Ebbitt Grill, uno dei ristoranti storici della città. Un locale tipicamente americano, molto famoso, anche se sinceramente la cena non ci ha convinti quanto speravamo.
Terminata la cena decidiamo di passeggiare ancora un po’ alla ricerca dell’atmosfera natalizia.
Su consiglio di una famiglia italo-americana conosciuta durante la giornata entriamo anche all’InterContinental Hotel, dove ogni anno viene allestito un grande villaggio di pan di zenzero, una tradizione molto sentita negli Stati Uniti.
Nonostante questo, devo dire che Washington durante il Natale mi ha lasciato sensazioni contrastanti. Mi aspettavo più gente in giro, più vita e un’atmosfera più coinvolgente. Ho trovato invece una città piuttosto tranquilla, quasi silenziosa.



La mattina di Natale partecipiamo alla Messa in italiano presso la Holy Rosary Church, poco distante dall’albergo.
È stata una delle esperienze più autentiche del viaggio. Tra canti, rinfresco finale e chiacchiere con italiani emigrati molti anni fa e nuove famiglie arrivate più recentemente, abbiamo respirato un’atmosfera davvero familiare.
Terminata la funzione prendiamo un Uber verso il Cimitero Nazionale di Arlington.
Per visitarlo scegliamo il tram panoramico, che permette di raggiungere facilmente i principali punti di interesse.
Il momento più emozionante è senza dubbio il cambio della guardia alla Tomba del Milite Ignoto, una cerimonia solenne e molto toccante.
Al ritorno decidiamo invece di proseguire a piedi fino alla tomba di John Fitzgerald Kennedy, dove riposano anche Jacqueline Kennedy e altri membri della famiglia.
Terminata la visita raggiungiamo Old Town Alexandria, che non è un semplice villaggio ma una vera città storica della Virginia, oggi parte dell’area metropolitana di Washington.
Le strade acciottolate, le case coloniali perfettamente conservate e i negozietti indipendenti la rendono una piacevolissima deviazione dal volto più monumentale della capitale.
Dopo pranzo passeggiamo ancora un po’ prima di rientrare.
Per l’ultima cena scegliamo The Pembroke, a Dupont Circle.
Prima di tornare definitivamente in albergo chiediamo all’Uber di lasciarci davanti al Campidoglio illuminato. Vederlo di sera, completamente illuminato, è uno dei ricordi più belli che porteremo a casa.


Il 26 dicembre è dedicato proprio alla visita del Campidoglio, che consiglio assolutamente di prenotare con anticipo.
Avevamo scelto questa giornata proprio perché immaginavamo che molte attività sarebbero rimaste chiuse dopo Natale e, in effetti, è stata una scelta vincente.
Terminata la visita ci spostiamo al National Air and Space Museum, uno dei musei Smithsonian più visitati.
Per pranzo ci fermiamo da The Capital Burger, dove mangiamo un ottimo hamburger, e nel pomeriggio visitiamo la Phillips Collection, piccolo museo spesso meno conosciuto ma con una collezione di altissimo livello, che comprende opere di Renoir, Rothko, Van Gogh e molti altri.
Da qui torniamo a piedi verso l’albergo passando nuovamente davanti alla Casa Bianca e attraversando Franklin Park.
Recuperiamo le valigie e ci dirigiamo verso l’aeroporto.
Washington è una città che merita sicuramente di essere visitata almeno una volta.
I suoi monumenti, i musei e il valore storico che racchiude sono straordinari. Tuttavia, rispetto a Philadelphia, l’ho percepita un po’ meno autentica e più istituzionale, quasi come se la monumentalità avesse preso il sopravvento sulla vita quotidiana.
Forse è proprio questo il motivo per cui Philadelphia mi ha sorpresa di più.
Se amate la storia americana, l’architettura monumentale e i grandi musei, Washington rimane una tappa imprescindibile di qualsiasi viaggio sulla East Coast.