Rio de Janeiro

Rio de Janeiro: energia, panorami e meraviglia

Cosa vedere e primo impatto sulla città

Abbiamo trascorso tre notti a Rio de Janeiro, ma lo ammetto: mi sarei fermata volentieri qualche giorno in più.
Siamo arrivati appena dopo il tramonto, a causa del ritardo del volo da Iguazú. All’aeroporto abbiamo preso un taxi e in circa mezz’ora siamo arrivati al nostro hotel.

Avevamo scelto di alloggiare a Copacabana, e devo dire che la posizione è davvero perfetta. L’hotel era il Miramar by Windsor, una struttura semplice ma pulita, con camere ampie e un servizio attento. Consiglio assolutamente di scegliere una stanza con vista oceano: oltre alla spettacolare visuale, è anche la posizione ideale per ammirare l’intera spiaggia e la sua inconfondibile curva. La colazione è ottima e molto abbondante, con una scelta davvero ampia di dolce e salato.

Dopo il check-in siamo usciti subito per una passeggiata lungo il mare. L’atmosfera, la musica e la vivacità della città ci hanno travolti immediatamente.
Per cena ci siamo fermati alla Churrascaria Palace, proprio accanto al Belmond Copacabana Palace Hotel. È un locale storico e piuttosto frequentato dai turisti, ma per una prima sera a Rio funziona bene: servizio veloce, atmosfera vivace e un’esperienza piacevole senza troppe aspettative.

Tornando verso l’hotel, ci siamo imbattuti in un artista che lavorava il legno con una tecnica davvero particolare: Quadros Cristian. Non abbiamo resistito e abbiamo acquistato un piccolo quadro raffigurante il Cristo Redentore, un ricordo perfetto della città.

Dopo un’ultima passeggiata lungo la spiaggia, con il rumore delle onde e la città ancora viva, siamo rientrati in hotel. La sveglia era puntata presto: il giorno successivo ci aspettava una visita della città con guida privata, pronti a scoprire un altro volto di Rio de Janeiro.

Rio De Janeiro Brasile

Corcovado e Cristo Redentore: tra cielo e nuvole

Aprire le tende quella mattina è stato spettacolare: il sole che sorgeva sull’oceano e una spiaggia già piena di gente impegnata in ogni tipo di attività — corsa, surf, sup, kickboxing, yoga. Rio si sveglia presto, e la sua energia è contagiosa.

La prima tappa è stata il Corcovado, con la celebre statua del Cristo Redentore. Lungo la salita ci siamo fermati in un punto panoramico con una vista meravigliosa sulla città, poi abbiamo proseguito.
Sopra il parcheggio, dove si acquistano i biglietti per accedere al santuario, abbiamo preso l’autobus navetta ufficialeche porta fino in cima, evitando così il treno e guadagnando tempo prezioso.

Siamo arrivati presto, quando c’era ancora poca gente. Il cielo era di un blu intenso e la luce del mattino rendeva tutto più vivido. Le nuvole passavano veloci, avvolgendo a tratti la statua e poi dissolvendosi, creando un effetto quasi mistico. È uno di quei luoghi che trasmettono pace e forza allo stesso tempo — un momento che resta impresso.

Santa Teresa e la Scalinata Selarón

Dopo la visita siamo scesi nel quartiere di Santa Teresa, un’area affascinante e piena di carattere, con le sue case d’epoca, i murales e i locali bohémien.
Qui fate assolutamente tappa al Bar do Mineiro, un locale storico molto amato dai carioca, famoso per il suo pão de queijo, il tipico pane al formaggio brasiliano appena sfornato: fragrante fuori, morbidissimo dentro.

Purtroppo era ancora presto e molte botteghe erano chiuse, quindi consiglio di visitare Santa Teresa nel tardo pomeriggio o la sera, quando il quartiere si anima con musica, artisti di strada e gallerie aperte.

Da lì siamo poi scesi alla Scalinata Selarón, una delle icone più amate di Rio. Creata dall’artista cileno Jorge Selarón, è un’esplosione di colore composta da migliaia di piastrelle provenienti da tutto il mondo. Ogni gradino racconta una storia e l’insieme crea un effetto vibrante, allegro e unico.

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Pan di Zucchero e la vista più iconica di Rio

La tappa successiva è stata il Pan di Zucchero, altra icona assoluta della città. Fortunatamente non abbiamo trovato coda (ma in alta stagione si può acquistare il biglietto “salta fila”) e abbiamo preso con calma le due funivie.

La vista dall’alto è qualcosa di indimenticabile: Rio si stende sotto di te, tra montagne, oceano e foresta. È vero quello che mi aveva detto uno steward del volo Ita: “A Rio, il mare entra nella città.”
Osservarla da lassù permette di capire quanto sia straordinaria la sua morfologia e quanto perfettamente convivano natura e urbanità.

La foresta di Tijuca e le favelas

Dopo la funivia, abbiamo proseguito la visita attraversando la Foresta di Tijuca, un’enorme riserva naturale all’interno della città. È una delle foreste urbane più grandi del mondo, rigogliosa e viva, abitata da scimmie, tucani e farfalle tropicali. In pochi minuti si passa dal traffico cittadino al silenzio del verde: un contrasto che rende Rio unica.

Nel pomeriggio, Andrea ci ha portati a Rocinha, la favela più grande del Sud America.
È possibile visitarla solo accompagnati da guide locali: siamo saliti in alto e poi scesi a piedi tra vicoli strettissimi e ripide scalinate, scoprendo una realtà complessa e piena di contrasti. Non è permesso scattare foto, ma l’esperienza resta impressa nella memoria per la sua intensità e autenticità.

Abbiamo poi visitato anche la favela di Vidigal, più piccola e affacciata sul mare, forse meno turistica ma altrettanto interessante. Andrea ci ha affidati a due ragazzi del posto, simpatici e abilissimi al volante — le strade erano davvero ripide e strette! Ci siamo trovati così bene che abbiamo deciso di farci riaccompagnare fino in hotel, percorrendo tutto il lungomare: un tragitto meraviglioso, perfetto per concludere la giornata.

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Tramonto a Ipanema

Dopo una doccia veloce, siamo usciti per raggiungere Ipanema e goderci il tramonto più famoso di Rio.
Seduti sulla sabbia, con una Caipirinha in mano, abbiamo assistito a uno spettacolo di colori che cambiavano di minuto in minuto, dal rosa al rosso fuoco fino al viola del crepuscolo.
Un momento magico, di quelli che ti fanno capire quanto Rio riesca a emozionarti anche solo restando ferma a guardarla.

Dopo il tramonto ci siamo spostati nel quartiere di Botafogo per cenare da Oteque, uno dei ristoranti più rinomati della città, con una cucina a vista e un’atmosfera elegante ma rilassata.
La serata è poi proseguita nel cuore pulsante di Lapa, al Carioca da Gema, uno dei locali storici più iconici di Rio.

Appena entrati siamo stati travolti dal ritmo del samba e dalla voce potente dei cantanti sul palco. L’ambiente è vibrante e autentico, con persone che ballano, ridono e si lasciano trascinare dalla musica.
Consigliamo di prenotare in anticipo, perché il locale si riempie in fretta. Volendo si può anche cenare, ma noi ci siamo limitati a bere qualcosa, godendoci quell’atmosfera così tipicamente carioca, piena di energia e calore umano.

È stato il modo perfetto per concludere la giornata: tra musica, sorrisi e la sensazione di essere davvero parte della città.

Ultimo giorno a Rio: tra cultura, musica e vita carioca

L’ultimo giorno a Rio è iniziato presto: alle 8 del mattino siamo partiti con la nostra nuova guida, Barbara.
Abbiamo preso un Uber per raggiungere la zona del porto, completamente riqualificata in occasione delle Olimpiadi del 2016 e oggi una delle aree più interessanti della città.

La visita è iniziata con la Região Portuária, un quartiere storico legato al passato coloniale e commerciale di Rio, oggi rinato grazie a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana. Le strade sono animate da murales spettacolari, tra cui le opere coloratissime dell’artista brasiliano Eduardo Kobra, che con il suo stile geometrico e vibrante racconta la multiculturalità del Brasile.

Abbiamo attraversato Praça Jornal do Comércio e poi ci siamo spostati verso la zona africana, cuore della memoria afro-brasiliana e uno dei luoghi simbolo della storia degli schiavi deportati dall’Africa. È una parte della città ricca di significato, ma dove è meglio prestare un po’ di attenzione: meglio non tenere in mano telefoni o macchine fotografiche, come ci ha consigliato la guida.

Da lì abbiamo proseguito verso la Chiesa di Nossa Senhora da Candelária, una delle più belle di Rio, con la sua imponente facciata barocca e gli interni riccamente decorati. Poco più avanti si trova l’Arco do Telles, una stradina acciottolata che conserva l’atmosfera coloniale del centro storico.

Abbiamo poi visitato la Cattedrale Metropolitana di San Sebastiano, una struttura modernista e monumentale, ispirata alla forma delle piramidi maya: un edificio sorprendente, diverso da qualsiasi altra cattedrale.

Poco distante si trova la storica Confeitaria Colombo, un’istituzione della città. È come fare un salto indietro nel tempo: specchi, marmi e lampadari d’epoca creano un’atmosfera elegante e un po’ nostalgica.
Da lì, una tappa imperdibile è la Real Gabinete Português de Leitura, la biblioteca reale portoghese, un vero gioiello architettonico. L’interno è mozzafiato: pareti interamente rivestite di scaffali di legno scuro, vetrate colorate e una luce soffusa che la rendono un luogo da fiaba.

Abbiamo terminato la mattinata al mercato cittadino, ma onestamente non c’era molto da comprare. Abbiamo quindi deciso di tornare verso Rua dos Mercadores, una zona piena di localini e caffè perfetti per un pranzo rilassato.

Nel pomeriggio ci siamo concessi due passi nel quartiere di Ipanema, elegante e vivace, con tanti negozi e boutique.
Consiglio di fare un salto al negozio ufficiale di Havaianas: vale la visita, anche solo per curiosare tra i modelli, ma non acquistate qui — negli altri negozi della città si trova molta più scelta e spesso a prezzi migliori!

La sera abbiamo cenato da Lasai, un ristorante intimo e accogliente dove si mangia tutti insieme seduti a un unico bancone, con servizio a orario unico.
L’atmosfera è familiare ma curata, e quello che ci è piaciuto di più è stato il modo in cui viene presentato ogni piatto: prima di ogni portata, lo chef dispone sul bancone gli ingredienti freschi che verranno utilizzati, raccontando così il piatto in modo visivo e immediato. Un gesto semplice ma di grande effetto, che fa capire quanta attenzione ci sia dietro ogni preparazione.

Dopo cena non potevamo non concederci un’ultima notte di musica: siamo andati al Rio Scenarium, uno dei locali più famosi della città. Tre piani decorati con oggetti vintage, lampadari e mobili d’epoca, dove si balla samba fino a notte fonda. L’ambiente è vivace, divertente e accogliente: impossibile restare fermi, e sì… ci abbiamo provato anche noi!

Prima di rientrare in hotel abbiamo fatto un salto al Restaurante Varanda, a Ipanema, sperando di trovare ancora musica dal vivo con un po’ di bossa nova. Purtroppo era ormai tardi e avevano già terminato, ma è un indirizzo che consiglio comunque — controllate sempre la programmazione sui social o sul sito, per non perdere le serate migliori.

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L’ultimo saluto a Rio

La nostra ultima mattina a Ipanema l’abbiamo dedicata a una lunga passeggiata sul lungomare. Il sole già alto, la sabbia dorata, il rumore delle onde e una Caipirinha come compagna perfetta per salutare questa città.

Rio de Janeiro ci ha regalato giornate intense, paesaggi spettacolari e momenti che porteremo nel cuore.
È una città che vibra, che ti travolge e ti fa sentire vivo.
Un luogo dove natura, musica e umanità si fondono in un’armonia unica, difficile da spiegare ma impossibile da dimenticare.

E mentre guardavamo ancora una volta l’oceano, era chiaro che questo non era un addio, ma solo un arrivederci.

Rio de Janeiro è questo: il mare che incontra la città, la musica che accompagna le giornate e quella sensazione, difficile da spiegare, di voler tornare ancora prima di partire.

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