Cercavamo un posto dove godere del foliage in un modo diverso, e la Scozia si è rivelata una scelta perfetta. Era la nostra prima volta qui, quindi ho voluto costruire un itinerario che toccasse diverse zone senza mai fermarci troppo a lungo. Ci piace guidare e scoprire, lasciarci sorprendere dai paesaggi, e quattro giorni sono stati sufficienti per respirare l’atmosfera scozzese e i suoi colori d’autunno.
Siamo atterrati a Edimburgo e ci siamo diretti subito al punto di ritiro dell’auto prenotata con Sixt. Gli uffici del noleggio si trovano all’esterno, ma c’è un comodo passaggio coperto anche in caso di pioggia. Fortunatamente non c’era coda, quindi in poco tempo siamo partiti. Consiglio di stipulare un’assicurazione all inclusive, perché le strade scozzesi sono spesso strette e un po’ sconnesse. La prima tappa del nostro viaggio era Oban. Lungo la strada ci siamo fermati più volte per ammirare e fotografare i paesaggi: impossibile non cedere a quei colori. Attraversando il Loch Lomond Park siamo stati incantati dai riflessi dei laghi.

Ci siamo fermati anche al Wallace Monument, ma non siamo saliti per non arrivare tardi a destinazione. Vale invece la pena scendere fino al Kilchurn Castle e fare una breve passeggiata in mezzo alla brughiera e alle mucche scozzesi: il castello che si specchia nell’acqua è una delle immagini più iconiche della Scozia.
Siamo arrivati a Oban intorno alle 17.30, ma purtroppo la distilleria era già chiusa (chiude alle 17). Abbiamo fatto una breve passeggiata: la cittadina è piccola ma piacevole, e in centro c’è un negozio carino che vende giacche Barbour, stivali da pioggia e bellissimi cappelli e coppole. Prima di cena ci siamo fermati per una birra all’Oban Inn, un pub tipico e accogliente, e poi abbiamo cenato al Cuan Mor, dove abbiamo assaggiato cozze, salmone, fish pie e anche l’Haggis, un piatto tradizionale scozzese a base di interiora di pecora, avena e spezie, servito con purè di patate e rape. Dopo cena ci siamo spostati al Knipoch Hotel, a circa quindici minuti dal centro. Non c’è molta scelta di alloggi o ristoranti in zona, ma il Knipoch è un’ottima opzione: consiglio solo di chiedere una stanza al secondo piano, perché quelle al primo possono essere rumorose. E, come tradizione vuole, abbiamo concluso la serata con un whisky davanti al fuoco.



Il giorno dopo ci siamo svegliati presto: ci aspettava il viaggio fino all’isola di Skye. Abbiamo deciso di percorrere la strada più lunga, ma anche la più panoramica, lungo la A85 fino a Tyndrum, poi sulla A82 verso Glencoe e Fort William. Dopo la prima sosta a Glencoe, abbiamo deviato verso Glenfinnan, a circa trenta minuti di distanza. Qui si trova il celebre Glenfinnan Viaduct, un ponte ferroviario ad archi immerso in un paesaggio spettacolare, famoso per il passaggio del treno a vapore Jacobite, reso celebre dai film di Harry Potter. Il punto panoramico si raggiunge con una breve camminata di 10–15 minuti dal parcheggio vicino al visitor centre. Da novembre a marzo il treno è sospeso, ma se viaggiate in altri mesi vi consiglio di controllare gli orari: vederlo passare sul viadotto è un’esperienza unica. Abbiamo poi proseguito fino all’Eilean Donan Castle. All’andata non ci siamo fermati perché eravamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma al ritorno sì, e ne è valsa la pena. Se potete, fate una doppia sosta: il tempo in Scozia cambia in un attimo. Non siamo andati direttamente al castello, ma ci siamo fermati vicino al ponte, dove c’è un parcheggio con una vista perfetta sul castello riflesso nel lago: una visione a mio parere ancora più suggestiva.


Arrivati a Portree abbiamo deciso di proseguire subito per vedere l’Old Man of Storr, poi il Kilt Rock, dove una cascata si getta nel mare. Proseguendo verso nord siamo andati verso il Quiraing, ma purtroppo abbiamo sbagliato strada e invece di girare ci siamo ritrovati a fare tutto il giro dell’isola. Il sole stava calando e non siamo riusciti a recuperare, così siamo rientrati a Portree con l’imbrunire. Dopo una breve passeggiata ho scoperto due negozi molto carini dove ho acquistato dei taccuini per i miei diari di viaggio. Abbiamo dormito al Bracken Hotel, in piccole casette a forma di botte sulla collina. La nostra, la numero 12, aveva una vista spettacolare. Alcune sono piuttosto distanti dalla hall, quindi in caso di pioggia possono risultare scomode. Di notte è davvero buio, quindi consiglio di portare una torcia. Prima di cena ci siamo concessi un aperitivo e poi abbiamo cenato al Dulse and Brose. Anche a Portree non c’è molta scelta di locali, e uno dei ristoranti che avevamo selezionato era già chiuso per la stagione. In estate, invece, si possono trovare più opzioni e anche partire dal porto con le escursioni in barca di Stardust Boat Trips per l’avvistamento di balene e delfini.



La mattina seguente ci siamo svegliati con nuvole basse, perfette per l’atmosfera scozzese. La giornata era dedicata alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti dell’isola di Skye. Prima tappa: il Dunvegan Castle, dimora storica del clan MacLeod e una delle residenze più antiche ancora abitate della Scozia. Purtroppo era chiuso e riaprirà a marzo. Abbiamo quindi proseguito verso Neist Point, uno dei fari più fotografati del Paese. Si trova su una scogliera battuta dal vento e regala viste mozzafiato sull’oceano e sulle isole vicine. La camminata fino al faro è breve ma la salita di ritorno si fa sentire, anche se ogni passo vale la fatica.
Riprendendo la strada verso la terraferma, abbiamo attraversato lo Skye Bridge, il principale punto d’accesso all’isola, e in circa quindici minuti siamo tornati all’Eilean Donan Castle per qualche scatto. Da lì il percorso prosegue verso Inverness: abbiamo pranzato a Fort Augustus, un piccolo paese vivace sul lago di Loch Ness, da cui partono anche giri in barca sul lago. Lungo la strada si incontrano le rovine di Urquhart Castle, affacciate direttamente sulle acque del Loch Ness, dove ci si può fermare per una visita.


Siamo arrivati a Inverness nel pomeriggio e abbiamo alloggiato al Ness Walk Hotel, dove il personale è stato estremamente gentile. Abbiamo fatto una passeggiata lungo il fiume fino al centro, ma poco dopo ha iniziato a piovere e siamo tornati in camera per riposarci. Più tardi, quando la pioggia si è calmata, siamo usciti a cena al McGregor’s Pub, un locale accogliente con musica live. Non accettano prenotazioni per meno di sei persone, quindi serve un po’ di pazienza, ma l’attesa viene ripagata. L’ultimo giorno è trascorso sotto la pioggia. Avevamo programmato una sosta a Dundee lungo la strada del ritorno, ma abbiamo preferito proseguire direttamente verso l’aeroporto.



È stato un viaggio breve ma pieno di immagini e sensazioni: la brughiera dorata, i riflessi dei laghi, il vento che scompiglia i pensieri e il profumo di torba dei pub. La Scozia in novembre regala colori e atmosfere che restano nella mente e nel cuore, una terra che ti conquista in punta di piedi.
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