Il nostro viaggio a Tulum, in Messico, durante il periodo natalizio nasce con un’intenzione chiara: rallentare. Una vacanza dedicata soprattutto al relax, senza rinunciare a qualche escursione, perché il Messico è un paese straordinario che merita di essere scoperto con curiosità e rispetto, alternando mare, natura e cultura.
Atterriamo a Cancún poco prima di pranzo. All’uscita dell’aeroporto il nostro driver ci aspetta già: una scelta che si rivela subito azzeccata, considerando il caos di agenzie e proposte last minute. Avendo organizzato tutto in anticipo, partiamo senza perdere tempo in direzione Tulum, lasciandoci alle spalle la città per entrare progressivamente in un paesaggio più verde e silenzioso.

Arrivati allo Jashita, veniamo accolti calorosamente da Brenda, la manager. Fin dai primi passi è evidente come la foresta sia protagonista del territorio: l’hotel si inserisce con discrezione nell’ambiente, rispettandone ritmi e natura.
Posate le valigie, indossiamo il costume e corriamo in spiaggia. Al beach bar brindiamo all’inizio della vacanza con un margarita, davanti a un mare calmo e luminoso.
La prima sera restiamo a cena in hotel, godendoci il suono delle onde. Il giorno successivo, dopo una lunga giornata di mare, raggiungiamo Tulum per cena. Scegliamo Hartwood, ristorante iconico immerso nella giungla, sotto una grande tenda con cucina a vista: ottima la carne e suggestiva l’atmosfera, anche se piuttosto rumorosa.



La vigilia di Natale è dedicata alla visita del sito archeologico di Cobá. La piramide principale aveva riaperto al pubblico da pochi giorni e poter salire fino in cima è stata un’esperienza speciale. Il sito è ampio e ben organizzato: ci si sposta a piedi, in bicicletta o con i tradizionali risciò. Consigliamo di affidarsi a una guida – ce ne sono anche in italiano – perché camminare tra le rovine comprendendone la storia rende l’esperienza più autentica.
Terminata la visita, ci spostiamo al Coqui Coqui boutique hotel. Prenotando in anticipo è possibile anche pranzare, ma vale la pena fermarsi soprattutto per la boutique di profumi. Seguiamo un breve viaggio olfattivo guidato e scegliamo una fragranza da portare a casa: un modo intimo e sensoriale per custodire il ricordo di questo luogo immerso nella natura.
Il giorno di Natale scorre senza fretta, tra mare e silenzio, accompagnati dai pellicani che si tuffano in acqua. Per cena scegliamo Nu Tulum, un indirizzo piacevole lungo la beach road.
Il giorno successivo partiamo presto per l’escursione nella riserva di Sian Ka’an, una delle esperienze più belle del viaggio. Galleggiare trasportati dalla corrente, ascoltando il silenzio e osservando i colori intensi della vegetazione e dell’acqua, è un momento che resta impresso. Dopo l’escursione pranziamo da Neek, affacciato su acque calme e cristalline di origine cenote, perfette per rilassarsi ancora un po’.


Ci concediamo poi un pranzo al Popular di Nomade, uno dei ristoranti più belli sulla spiaggia di Tulum. Prima, però, non resistiamo a un tuffo in mare, giocando con le onde.
La spiaggia di Tulum è davvero speciale: sabbia finissima e setosa, palme, mare turchese. I resort sono nascosti tra la vegetazione e dalla spiaggia quasi non si percepiscono.
L’ultimo giorno lo dedichiamo alle rovine di Tulum: il consiglio è di arrivare molto presto, perché al termine della visita le file sono già lunghissime. Proseguiamo poi verso il cenote Taak Bi Ha, che merita assolutamente una sosta, nonostante l’acqua fresca.
Per concludere il viaggio scegliamo una cena da Arca, con menu degustazione. Un’esperienza che abbiamo apprezzato molto. Un ultimo consiglio: chiedete vini spagnoli, spesso eccellenti e accompagnati da etichette sorprendenti.



Un viaggio a Tulum a Natale che ci ha insegnato il valore del tempo lento, del contatto con la natura e dei piccoli rituali quotidiani. Un Messico essenziale e luminoso, che riaffiora nei ricordi, nei profumi e nella luce.