Buenos Aires

Buenos Aires, tra eleganza, tango e vita quotidiana

Quattro notti a Buenos Aires, divise in due momenti, come due capitoli dello stesso viaggio: due giorni all’inizio e due alla fine, con una parentesi nel mezzo tra i vigneti di Mendoza.
Siamo atterrati all’alba di un sabato, con quella luce ancora timida e la città che piano piano iniziava a svegliarsi. Dopo aver lasciato i bagagli all’Hotel Casa Lucia, nel quartiere elegante di Retiro, nonostante la stanchezza eravamo troppo curiosi per fermarci.

Esplorare Buenos Aires a piedi

Ci siamo incamminati lungo Avenue Alvear, le strade ancora tranquille, le vetrine chiuse, il ritmo lento di un mattino che prometteva bellezza. Abbiamo continuato fino a Plaza Francia, dove più tardi, dalle 11, prende vita un mercato artigianale pieno di colori, profumi e piccoli oggetti unici.

Prima di immergerci tra le bancarelle, ci siamo fermati al Cimitero della Recoleta. Non è un luogo qualunque: tra quelle tombe monumentali, alcune semplici e altre incredibilmente elaborate, si respira la storia della città. In mezzo ai vialetti silenziosi, abbiamo trovato la tomba di Evita Perón. È stato un momento intenso, quasi sospeso.

Poi, passo dopo passo, siamo arrivati alla Floralis Genérica. Una gigantesca scultura a forma di fiore che si apre e si chiude seguendo la luce del sole. Quel giorno, con il cielo limpido e un sole caldo che abbracciava tutto, la piazza era animata da un evento con stand e musica. L’atmosfera era vibrante, allegra, di quelle che ti restano addosso.

Galerías Pacífico ed El Ateneo Grand Splendid

Sulla via del ritorno ci siamo fermati alle Galerías Pacífico, con i suoi affreschi e l’eleganza d’altri tempi. Un pranzo improvvisato in un angolo accogliente — un semplice avocado cheese sandwich, ma buonissimo — e via, di nuovo a camminare.

La tappa successiva è stata El Ateneo Grand Splendid, la libreria dentro un ex teatro: entrare lì è come fare un salto in un mondo parallelo. La luce soffusa, i palchi trasformati in scaffali, il palco centrale pieno di libri… è un luogo che ti invita a rallentare e guardarti intorno con stupore.

Abbiamo poi raggiunto il Teatro Colón, ma la visita guidata era troppo distante nei tempi. Non ci importava: avevamo bisogno di un momento per noi. Siamo tornati in hotel, un’ora di riposo e una doccia rigenerante, e poi di nuovo in strada.

Palermo, cuore creativo e gastronomico

La serata ci ha portati nel cuore pulsante di Palermo. Un quartiere vivo, giovane, pieno di energia. Le vie brulicavano di locali, profumi, risate. Passeggiando abbiamo scoperto boutique bellissime, come French Gallery, e ci siamo lasciati trasportare dall’atmosfera.

La giornata si è conclusa con una cena che era quasi un rito: Don Julio, uno dei ristoranti più celebri al mondo, un tempio per chi ama la carne. Tavoli pieni, profumo di brace nell’aria, bicchieri che tintinnano. È stato il modo perfetto per chiudere la nostra prima immersione nella città: con pancia e cuore pieni.

Argentina Brasile Boca
Argentina Brasile Stadio Maradona
Argentina Brasile Stadio Maradona

Tra storia, tango e quartieri iconici

Il giorno seguente avevamo programmato una visita guidata con una guida parlante italiano, per scoprire Buenos Aires con uno sguardo più profondo. Il punto d’incontro era Puente de la Mujer, nel moderno quartiere di Puerto Madero. Da lì ci siamo incamminati verso Plaza de Mayo, attraversando il centro storico e la zona di Monserrat, cuore politico e istituzionale della città.

La tappa successiva è stata San Telmo, uno dei quartieri più autentici e affascinanti della capitale. Essendo domenica, l’atmosfera era particolarmente vivace: lungo la Feria di Defensa c’erano bancarelle, artisti, musica, e in una piazzetta una coppia ballava il tango circondata da curiosi. Un vero concentrato dell’anima porteña.

Lasciata la guida, abbiamo preso un Uber (molto economici, anche se un po’ “sgarrupati”) per raggiungere La Boca, quartiere popolare e pittoresco, storicamente abitato da immigrati genovesi. Famoso per le sue case in lamiera colorata e per il tango di strada, è uno dei luoghi più iconici di Buenos Aires.

La giornata era calda e luminosa, perfetta per un pranzo all’aperto. Ci siamo fermati da El Gran Paraíso, un locale tipico con tovaglie bianche e rosse a quadri, musica argentina di sottofondo e un’atmosfera allegra e autentica. Dopo pranzo abbiamo proseguito a piedi verso il celebre stadio della Bombonera, e da lì, con una camminata di circa mezz’ora, siamo arrivati al Pasaje Lanín: una stradina decorata con mosaici colorati, sicuramente curiosa ma un po’ isolata, quindi non imperdibile. Da lì abbiamo ripreso un Uber per tornare a La Boca e goderci ancora una passeggiata tra i suoi vicoli animati.

In seguito ci siamo spostati nuovamente in Uber verso San Telmo, dove ci siamo imbattuti in un piccolo spettacolo di tango. Ci hanno fermati per invitarci a entrare e abbiamo deciso di assistere: uno show piacevole, a metà tra teatro e danza, della durata di circa 40 minuti, perfetto per vivere da vicino questa tradizione.

Rientrati in hotel per una doccia veloce, la serata è proseguita con una cena da El Preferido de Palermo, uno dei ristoranti storici più rinomati della città — consigliatissima la cotoletta! Dopo cena ci siamo diretti a Belgrano, per assistere a una milonga all’aperto, dove i locali ballano il tango sotto le stelle. Un finale perfetto per una giornata intensa e piena di suggestioni.

Argentina Brasile Stadio Maradona
Argentina Brasile Stadio Maradona
Argentina Brasile Tango

Una parentesi tra i vigneti di Mendoza

A questo punto del viaggio ci siamo concessi una pausa di tre giorni a Mendoza, una regione ideale per chi ama il vino e la natura. Tra vigneti, degustazioni e panorami andini, abbiamo trovato un equilibrio perfetto tra scoperta e relax.

Ritorno a Buenos Aires e ultimi giorni

Il volo di rientro è atterrato verso le 17 all’aeroporto cittadino più piccolo, situato proprio a ridosso del centro. Attenzione però: l’accesso avviene tramite un’unica strada, quindi nelle ore di punta il traffico può essere intenso. Un dettaglio importante da tenere a mente soprattutto in vista della partenza, per non rischiare lunghe code.

Siamo tornati al nostro ormai familiare Hotel Casa Lucía, nel quartiere elegante di Recoleta. Prima di cena ci siamo concessi un aperitivo da Florería Atlántico, un locale molto particolare e curato che si trova proprio davanti all’hotel. L’atmosfera è accogliente e cosmopolita, e non abbiamo resistito alla tentazione di ordinare anche un piatto di patate con salsa leggermente agliata… semplicemente deliziose.

Per cena ci siamo diretti da Guerrin, la pizzeria più famosa di Buenos Aires. Situata nel quartiere dei teatri, è una vera istituzione: per i porteños è tradizione fermarsi lì dopo uno spettacolo. Siamo arrivati verso le 20:15 e siamo riusciti a trovare posto senza attese, ma poco dopo si è formata una lunga fila all’ingresso. Guerrin ha molti coperti, quindi l’attesa in genere scorre abbastanza veloce — tranne se si desidera mangiare nel patio napoletano interno, dove la coda è altrettanto lunga.

Abbiamo ordinato una margherita, che ci è stata servita in formato rettangolare: una particolarità della casa! Se la preferite tonda, conviene specificarlo al momento dell’ordine.

Dopo cena abbiamo deciso di tornare in hotel a piedi, godendoci la bella atmosfera serale della città. Nonostante l’ora, non abbiamo mai avuto la sensazione di trovarci in una zona poco sicura: è stata una passeggiata piacevole e rilassata.

Colonia del Sacramento, un salto in Uruguay

Il giorno seguente avevamo in programma una gita a Colonia del Sacramento, in Uruguay, affascinante cittadina coloniale Patrimonio UNESCO. Un’escursione facile da organizzare e perfetta per una giornata diversa.
Prima di imbarcarci, abbiamo approfittato della mattina per una passeggiata a Puerto Madero, il quartiere più moderno di Buenos Aires, tra grattacieli, lungofiume e un’atmosfera ancora silenziosa che lasciava intuire la vivacità serale.

A Colonia del Sacramento il tempo sembra scorrere più lentamente. Appena arrivati, ci siamo lasciati guidare senza una meta precisa, perdendoci tra stradine acciottolate, casette basse dai colori tenui e scorci che si aprono all’improvviso sul Río de la Plata. Il centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, conserva un’atmosfera intima e silenziosa, fatta di dettagli semplici e di un ritmo che invita a rallentare.

Passeggiando tra piccole botteghe artigiane, piazzette ombreggiate e caffè affacciati sul fiume, Colonia ci ha conquistati per la sua essenzialità. Non è una città che colpisce per grandi monumenti, ma per quell’equilibrio delicato tra storia, luce e tranquillità che la rende una pausa perfetta all’interno di un viaggio più intenso.

l rientro, nel tardo pomeriggio, ci siamo spostati a San Isidro per un aperitivo e una cena da Alo’s, ristorante elegante immerso in un contesto residenziale tranquillo, ideale per chi cerca una serata più defilata.

La mattina seguente, prima della partenza, abbiamo salutato la città con un’ultima passeggiata a San Telmo, fermandoci al mercato per un’empanada: un modo semplice e autentico per chiudere il nostro viaggio a Buenos Aires.

Il nostro viaggio a Buenos Aires e Mendoza è stato un perfetto mix tra cultura, gastronomia, natura e momenti autentici. Non è solo una meta da visitare: è una città da vivere, da ascoltare e da sentire.

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